copertina-map_of_scars_small

Latest Release: Map Of Scars

Map of Scars
Produced by an Handful of Dust
Recorded, mixed and mastered by Gobbi Gianluca & Nicolas Pezzetta

available for order (5€) from us info@anhandfulofdust.com

feturing our frail connection, don't walk away,
intensive care unit, in the nightdrive shade

Map of Scars review on metal.it: 7/10

logo

7/10 from metal.it:

link: http://www.metal.it/album.aspx/28642/17725/an-handful-of-dust-map-of-scars/

italian:

“Dolcezza e furia, suoni malinconici e avvolgenti densi di una profonda inquietudine che esplode in momenti di emotività rabbiosa e catartica … una descrizione che potrebbe adattarsi alla proposta di artisti come Novembre, (early) Anathema, Paradise Lost, Tool, … e a quella di questi An Handful of Dust, valente quintetto di Tarcento, ritornato all’attività discografica dopo una pausa di quattro anni (“Nu emotional injection” su Risingworks Records).
“Map of scars” è un Ep autoprodotto piuttosto intenso e coinvolgente, in cui le evidenti fonti ispirative del gruppo si amalgamano in maniera abbastanza equilibrata e organica, evitando d’incorrere in soluzioni espressive eccessivamente scontate o imitative.
Pur in un ambito stilistico parecchio ortodosso i friulani costruiscono brani di notevole suggestione, grazie a linee melodicamente intriganti e a un gusto non banale per la costruzione di atmosfere algide e “autunnali”, arricchite di quella tensione emotiva fondamentale per non scadere nella pantomima fine a se stessa.
Venti minuti di musica oscura e piena di spleen, dunque, ma anche parecchio raffinata nelle sue fascinose variazioni compositive, apprezzabili soprattutto in “Don’t walk away”, in cui il contrasto fra tristezza e squarci di brutalità è veramente ben congeniato e in “Intensive care unit”, probabilmente il frammento più riuscito e “personale” del programma, in grado d’insinuarsi subdolamente nei gangli sensoriali dell’ascoltatore in virtù di un pathos tangibile e di un senso di “disagio” interiore dai caratteri fortemente empatici.
Un buon “ritorno”, da consolidare quanto prima con un nuovo full-length. “

New show 4 june 2016

warmup

we are happy to announce that we will play on the 4 of june with many other bands!

nico’s bar – santa maria di lestizza

see ya there.

up the dust \m/

1 maggio 2016 – ethnic festival

etnicfestival

this sunday

an handful of dust live @ ethnic festival

in gradisca d’isonzo

with destination 5-11, dasia, against the sane, fiamme fucksia, foolish wives, mary illusion, noisy silence, the fate against

see ya there! – soon the news about our exibition time

New concert 26 march 2016

bomber

Saturday 26 march 2016

celebrate a fucking heavy easter with us, against the sane and the fate against

at New Bomber Bar in San’t Andrat (UD)

stay heavy!!

facebook

map

New Live Show – 04 march 2016

kro

We are proud to announce our next show supporting for one great italian power metal band!

Kaledon

Friday 04 march 2016 @ rock out in trieste

from h 21:00

see you there!!

Map Of Scars new review – metal temple 8/10

top_logo

New review on  www.metal-temple.com

here the review (english text):

“Have you ever come across the band that instantly land onto your spot and gave you an ease, or a moment where you dwelled your thoughts? The first second of it makes you think, recall, rescape the past? Well, that happens here.

Italian based Progressive Metal, Power Metal oriented band formed in 2000; they released their 3rd manifest entitled “Map Of Scars” in February, this year. Lyrically bonded with imagination and states of mind, fiction and fantasy, they’re blending this melancholic riffing and sorrowful vocaling into a label that could actually be one decent and interesting read.

Kicking off with a “In The Nightdrive Shade”, a fine intro in-before a stressful and melancholic story. Sweet-fully mixed and combined rhythm with wistful emotion inside vocal session – decent lay. Shoegazic or even Post Metal opening of “Our Frail Connection” then all of the sudden kicking into Progressive Metal ballad, a classic and I might say very common for Prog-based bands. Going from one side of metal-scale to another, I, kind of, found myself lost within all the material; loving the combo of two different vocalizing sessions, though. There’s something really strange when Mauro‘s singing high scales – somehow, it’s so gloomy and even a bit depressive, bleak yet profaning. You can find everything I mention here in title number three “Don’t Walk Away” – battle of vocal styles within Progressive based interioer, a sad and depressive as is the theme. Musically speaking, these guys are well-taught and skilled and there’s nothing much I could mind. “Intensive Care Unit” is an instant recall of BE’LAKOR and their approach in musical creation (even though they’re worlds for themselves, I hear that pattern here).

This EP is something that you’ll like to listen to, but somehow after few listens you get fed of it and place it somewhere in a box, but don’t forget about owning it. Decent work, indeed.

8/10

map of scars new review

DSC_0334_small

new review of our EP map of scars: (italian text)

69/100 (maximum for EP’s: 80):

“Il mondo è davvero strano. Ci sono infatti tanti gruppi che cercano di spacciarsi per metal senza esserlo, per varie ragioni, e poi c’è anche chi, come i friulani An Handful of Dust, sostiene di non esserlo ma ha invece un’anima metallica. Seppur nel press-kit infatti il gruppo di Udine si definisca alternative/modern metal, nel suo recente EP Map of Scars (terzo album in carriera dopo la formazione nel 2000 e due full-lenght tra il 2007 e oggi) si esprime in un prog metal oscuro e variegato, molto melodico per gran parte del tempo ma che presenta anche notevoli scoppi di energia, e ricorda più che altro i Fates Warning più alienati e i Novembre meno estremi. In realtà qualcosa di alternativo in questo stile c’è, ma d’altro canto c’è da dire che sono tantissime le influenze minori che si riscontrano nel sound del gruppo, da melodeath all’avant-garde, dal power al black fino ad arrivare appunto al rock alternativo e psichedelico; tutto ciò contribuisce molto a rendere il suono del gruppo piacevolmente originale. Purtroppo dall’altro lato Map of Scars presenta anche diverse pecche: per esempio, ascoltandolo ogni tanto aleggia una distinta sensazione di scarsa sicurezza, quasi che gli An Handful of Dust non credano nelle potenzialità che qui dimostrano di avere in buona quantità; rivedibile è poi anche la prestazione di Mauro Forgiarini, che sfoggia un cantato molto versatile ma a volte un po’ fuori contesto rispetto alla musica alle sue spalle. Entrambi sono in fondo problemi veniali, non troppo importanti al fine del giudizio, cosa che non si può dire invece della produzione: se Map of Scars suona più reale e meno plasticoso di tanti grandi lavori moderni, pecca però molto dal punto di vista dell’incisività, con in particolare chitarre che non graffiano, il che ammoscia abbastanza l’album, anche se come vedremo tra un attimo non riesce comunque a castrarlo del tutto. continue on site

don’t forget our next show : 26-09-2015

beach invaders bibione!!!!!!!!!!!

 

New Show 26 September 2015

gloomyday

Saturday 26 September 2015

BEACH INVADERS

Bibione Pineda

handful of dust  + in chaos (metal from austria)

from

18:30 – IN CHAOS (austria)

20:00 – AN HANDFUL OF DUST (italy)

party till dawn!

we’ll see you there!!

and you will be able to buy our brand new t shirts in every fucking size!!!!!!!

t-shirt

 

new review truemetal.it

tm-logo

great review for our beloved “Map Of Scars”:

“Gli An Handful Of Dust sono una realtà alternative metal formatasi nel 2000 a Tarcento, Udine.

La musica che propongono, prende spunto da influenze stilistiche di band quali Anathema, Moonspell, Novembre, Dark Tranquillity,

Nel 2007 esce il loro debutto “I’ll Show Your My Fear” e nel 2011, tramite la label Risingworks Records, riescono a pubblicare il loro primo album “Nu Emotional Injection”.

Dopo una pausa di circa tre anni, nell’arco del 2014, il gruppo si rimette al lavoro con una nuova line-up. Nasce così l’EP, autoprodotto, “Map Of Scars”, contenente quattro brani, tutti caratterizzati da un sound malinconico, triste ed a tratti oscuro.

Apre l’album “In The Nightdrive Shade” contraddistinta da atmosfere soffuse e velate che ci accompagneranno per tutta la durata del brano, salvo poi incrementare la parte di batteria nel refrain centrale.

Con la successiva “Our Frail Connection” viene mantenuto lo status della precedente canzone, che viene a tratti interrotto da accenni di growl, sapientemente bilanciati, che ben si fondono alla voce chiara ed a tratti dolente del singer.

“Don’t Walk Away” riprende la formula musicale descritta nel secondo brano, ma viene arricchita, nella linea melodica, da parti più oscure e tetre.

Chiude l’EP “Intensive Care Unit”, che sposta il tiro su sonorità più incisive e ricercate, che mettono ben in luce il vero potenziale del gruppo.

Non fatevi trarre in inganno dalla dicitura “EP”, perché sebbene si tratti di sole quattro tracce, l’ascolto nella sua totalità risulta comunque complesso e non immediato.

“Map Of Scars” non si assesta mai sulle stesse frequenze, bensì vengono espresse soluzioni sempre stimolanti, che, per forza di cose, spronano l’attenzione dell’ascoltatore, ma allo stesso tempo richiedono, dato il livello tecnico del gruppo, uno sforzo maggiore.

Sebbene la formazione sia cambiata dal precedente album del 2011, la formula vincente resta sempre la stessa.

La voce di Mauro Forgiarini nel suo essere chiara e sostenuta, si intreccia bene al growl di Gianluca Gobbi, in modo da poter tessere una trama che riesce ad armonizzarsi all’interno della melodia, senza risultare mai stucchevole.

Analogo discorso per le chitarre di Nicolas Pezzetta e di Giovanni Valente, che si spalleggiano l’un l’altra nelle varie tracce e che cercano sempre di evolversi all’interno del tema sonoro, regalando sempre soluzioni interessanti.

Non per ultimi, il basso suonato dallo stesso Gobbi e la batteria di Christian Di Lenardo, che qui non svolgono solo un semplice completamento del sound, ma risultano essere una parte attiva e vibrante del gruppo.

Per quanto riguarda la produzione, ormai si sa che le maggiori label non sono più interessate a produrre band minori, di conseguenza molte di queste sono costrette a rifugiarsi nelle autoproduzioni con risultati di dubbio gusto. Non è il caso degli An Handful Of Dust che riescono a smentire quanto detto poc’anzi, infatti (restando sempre nell’ambito delle autoproduzioni) l’equilibrio complessivo tra voce e strumenti risulta di un livello sopra la media, regalando, al contempo, un gradevole ascolto.

Per tutti i motivi sopra descritti, sono convinta che questa band non deluderà certo i maggiori fruitori, già abituati al precedente lavoro ed avvezzi a questo tipo di gusto musicale, ma dall’altro lato risulterà un po’ ostica per i semplici curiosi, soprattutto per il fatto che tutto l’album si mantiene su una linea ricca di pathos, malinconica e triste. ”

78/100

http://www.truemetal.it/recensioni/map-of-scars-74611

By continuing to use the site, you agree to the use of cookies. more information

The cookie settings on this website are set to "allow cookies" to give you the best browsing experience possible. If you continue to use this website without changing your cookie settings or you click "Accept" below then you are consenting to this.

Close